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USA 2009 - Anteprima live


COAST TO COAST…PASSAGGIO A SUD: MIAMI - LOS ANGELES
Foto e testi: Antonio Tofani – Andrea Alessandrelli

ROMA FIUMICINO 14 GENNAIO 2009
Roma – Miami 10.50 ore di volo

Inizia una nuova avventura Raid Inside sulle strade d’America. Quello che ci aspetta è un Miami-Los Angeles a cavallo di due Harley Davidson, una Electra Glide e una Road King, quasi 5000 km da fare tutti d’un fiato, dal sole della Florida a quello della California. I nostri compagni di viaggio sono i mitici Giancarlo e Giustina, da sempre amici viaggiatori di Raid Inside.
L’arrivo a Miami fa subito presagire un bel pomeriggio assolato, che ti invoglia a gustare un delizioso Mojito lungo Ocean Drive dove si trova anche il nostro hotel.
Prima di andare a dormire c’è anche il tempo per un hamburger a Lincoln Road.

MIAMI 15 GENNAIO 2009
Itinerario: Miami Beach– Key West – Miami Beach 340 miles
Tempo: nuvoloso e ventilato
Temperatura: 19 °C circa
Orario partenza: 10.00 am

Sono le 16.44 quando vi stiamo scrivendo e siamo sulla via del ritorno a Miami…dopo una notte passata correndo dietro il fuso orario a braccetto con l’hamburger, siamo partiti verso sud, direzione Key West.
la South 1, l’highway che da Miami collega tutte le isole fino a Key West, è una bellissima strada panoramica in mezzo all’Oceano Atlantico che attraversa tutte le isole dell’arcipelago. Tra motociclisti in viaggio, autostoppisti e altri viaggiatori di ogni genere, palme e un mare di colore blu intenso, dopo quasi 180 miglia raggiungiamo “the southern most”, il punto più a sud del continente USA, a sole 90 miglia da Cuba e ci fermiamo in Duval Street, la via principale di Key West. Qui ci concediamo una visita alla casa di Hemingway e una passeggiata tra i locali di stile caraibico del luogo.
Ora con il vento dei Caribi alle spalle torniamo indietro per l’ultima notte a Miami, senza dimenticare Monito, hamburger e una bella birra fresca.


aspettando gli hamburger - Key West

hamburger

Bus turistico - Key West

Miami

MIAMI – ORLANDO 16 GENNAIO 2009

Itinerario: Miami – Orlando 224 miles
Tempo: nuvoloso in partenza e sereno all’arrivo
Temperatura: 12 °C
Orario partenza: 10.00 am


Sono appena le sette quando ci svegliamo pronti per lasciare Miami Beach alla volta della città dei parchi. Usciamo con la speranza di un ultimo (ed unico) bagno nello splendido oceano atlantico che bagna South Miami Beach. Ma la speranza viene subito vanificata dai nuvoloni grigi sopra di noi e da qualche goccia di pioggia che comincia a cadere. E allora la decisione è unica: subito “on the road” verso Orlando. Si decide per prendere la Highway 95 direzione North che cammina parallela alla strada costiera US 1 la stessa che collega Key West. La decisione non è sbagliata; anche se in qualche tratto un po’ noiosa, la scelta di percorrere la Highway ci permette di avere il tempo per un fantastico tour a Cape Canaveral, al Kennedy Space Center….Raid Inside On the Moon!!!!!!!!!!!!! Il tour, che dura circa 3 ore, prevede la visita alle varie basi NASA all’interno della stazione aerospaziale da dove partì l’Apollo 8, portando nel 1969 il primo uomo a camminare sulla Luna!
Arriviamo ad Orlando, in hotel, alle 19.00. Il tour a Cape Canaveral, lo consigliamo vivamente, anche perché per visitare i parchi giochi di Orlando, abbiamo previsto per i tour, estivo e natalizio, una giornata intera (si sta due giorni ad Orlando).
Ora affamati ed appagati, Steack House and Beer. Domattina visita veloce a Dysney World e via verso Tallahassee……


Miami Beach

Bay Watch - torreta d'avvistamento

astronauta

Apollo 8 Cape Canaveral

Apollo 8 Cape Canaveral

tocco della luna di raid inside

ORLANDO – ST. GEORGE ISLAND 17 GENNAIO 2009

Itinerario: Orlando – St. Gorge Island 340 miles
Tempo: sereno, bel sole
Temperatura: 10 – 18 °C
Orario di partenza: 11.30 am



Dopo esserci trastullati un po’ in giro per Orlando e per vedere, almeno dal di fuori i vari parchi divertimenti, saliamo ancora una volta sulle moto e via sulla strada direzione Tallhasse, almeno così era previsto. Ma la vita, e soprattutto il viaggio, si sa, riserva non poche sorprese. Dopo una lauta “American breakfast” a base di backon, eggs and pancake, ci mettiamo sulla intestate 75 direzione north.
Dopo settanta miglia circa di noiosi rettilinei, usciamo in prossimità di Ocala e imbocchiamo la N 19 fino a raggiungere Perry, per un pasto veloce e rifornimento. Ed è proprio qui che avviene il misfatto.
Mancano 70 ml a Tallhassee e, mentre facciamo rifornimento, ci fermiamo a parlare con Dave Cash, attempato Harleysta che subito ci sconsiglia di andare a Tallhasse. Ci indica piuttosto la strada per St Gorge Island e ci dice che assolutamente non possiamo perdere quel posto. Che fare? Accettare il consiglio cambiando itinerario o mantenerci fedeli alle nostre decisioni? La riposta è scontata; da buoni viaggiatori “on the road” accettiamo i consigli dei viaggiatori del posto. Mai scelta è stata più indovinata.
Da Perry prendiamo la I 98 West e dopo una quarantina di miglia, la strada tutta curve, si apre sul golfo del Messico e lo costeggia tutto per altre 50 miglia fino a St. Gorge Island…uno spettacolo che rinfranca il cuore…
Arrivati a Eastpoint imbocchiamo il ponte lungo 5 ml che ci porta sull’isola dove ad aspettarci c’è il faro, la sua spiaggia bianca e soprattutto, the Eddy Teach’s Pub per un buon piatto di ostriche. Rispetto a Tallhasse, l’itinerario si è allungato di 200 km, ma ne vale assolutamente la pena, anche perché, pur partendo da Orlando in tarda mattinata siamo arrivato comodamente alle 5.00 pm.


Antonio Tofani al rifornimento

Andrea e Giancarlo

St. George Island, il faro

ST. GEORGE ISLAND - NEW ORLEANS 18 GENNAIO 2009

Itinerario: St. Gorge Island - New Orleans 370 miles
Tempo: sereno in partenza, pioggia insistente, sole e caldo a New Orleans
Temperatura: 10 – 22 °C
Orario di partenza: 08.45 am



Sono appena passate le sette del mattino quando ci svegliamo, pronti per lasciare l’isola e riprendere la strada. Un ultimo giro ancora qualche foto prima di partire. Effettivamente ce ne andimo un po’ a malincuore data la bellezza del posto ma ciò che ci aspetta è New Orleans… la città della musica!!! Il cielo è sereno, ma in america le distanze sono enormi….
Riprendiamo la I 98 direzione West e la strada ancora per altre 200 miglia circa si scopre all’oceano ed è tutto un susseguirsi di ponti sul mare con il vento che ti prende letteralmente a schiaffi!!!!....e poi, è arrivata anche lei, la pioggia. Un’ora circa, ma tanta, tanta!!!!!!!!!! Fortunatamente all’altezza di Pensacola è tornato il sereno e il sole ci ha accompagnato fino a destinazione.
A Pensacola, presa la W10, abbiamo tirato dritto attraverso le paludi e i fiumi di Alabama e Missisipi fino ad entrare in Louisiana ed arrivare a New Orleans. Neanche appoggiati i bagagli in camera e subito giù per le strade del French Quarter e soprattutto on Bourbon Street….e le aspettative non sono state deluse anzi….ovunque c’è uno scalino, un sedio o qualsiasi cosa che possa assomigliare a un palco, c’è qualcuno che suona…. Ma questo ve lo raccontiamo a voce….



attenzione!!

un po' d'acqua non guasta

New Orleans di giorno

New Orleans Blues

New Orleans Bourbon Road

New Orleans Jazz

NEW ORLEANS – GALVESTON 19 GENNAIO 2009

Itinerario: New Orleans – Galveston 350 miles
Tempo: sereno
Temperatura: 18 – 24 °C
Orario di partenza: 9.00 am


E ci risiamo: ancora una volta da bravi viaggiatori on the road, abbiamo cambiato destinazione rispetto all’itinerario originale e a quello sul sito (non vi preoccupate, cambieremo anche quello appena torniamo). E anche questa volta ci ha detto bene. E’ sempre bene seguire “the suggestions of the Americans”….
New Orleans (e anche noi) si sveglia sotto un sole splendente che fortunatamente ci accompagnerà fino a destinazione lungo tutto il tragitto, scaldandoci un po’ mentre andiamo in moto. Una breve colazione e poi imbocchiamo veloci ancora la W 10 direzione Houston. La strada è lunga e il vento veramente forte ci costringe a una grossa concentrazione durante la guida.
La strada corre tutta attraverso paludi e pianure sconfinate fino ad attraversare a Baton Rouge il Mississipi River…. Sembra di navigare piuttosto che guidare.
Arriviamo a Port Artur e qui la decisione di non fermarci a Houston, enorme metropoli senza molte attrattive. La NASA la abbiamo già visitata a Cape Canaveral e quindi optiamo per virare verso la costa e cercare un posto dove approdare per la notte. Ci viene in aiuto un simpatico American che ha fuso il radiatore e ci consiglia Galveston, paese lungo la costa Texana sul golfo del Messico.
Lasciato Port Arthur, entriamo in Texas…. Veri Cowboys in sella alle nostre Harley!!!! La strada che porta alla costa è lunga e si inoltra anche qui in sterminate pianure costellate dalle classiche pompe Texane per il tiraggio del petrolio (sembrano enormi dinosauri al pascolo). Arriviamo al mare: la desolazione è totale. L’uragano del 30 settembre scorso ha distrutto tutto e non c’è più una casa in piedi. Continuiamo e arriviamo alla baia di Houston. Qui la strada si interrompe e a portarti di là dalla riva ci sono 3 miglia di traghetto. Saliamo e, spettacolo, i delfini a branchi seguono la navigazione mentre noi li guardiamo dal traghetto.
Dopo essere scesi, approdiamo a Galveston, dove ora, dall’ultimo piano dell’hotel, ci godiamo una birra e un tramonto mozzafiato sull’oceano….



Texas moto e petrolio

on the road

Urgano settembre 2008

Traghetto verso Galveston

GALVESTON – SAN ANTONIO 20 GENNAIO 2009

Itinerario: Galveston – San Antonio 340 miles
Tempo: sereno
Temperatura: 15 – 21 °C
Orario di partenza: 9.30 am


Sogni di ranch, Cowboys a cavallo e indiani…questo è il cuore del Texas in cui oggi ci siamo inoltrati, tra praterie sconfinate e veri Cowboys a cavallo con tanto di cappello, stivali e speroni…Texas originals!!!!
E neanche the Hurricane dello scorso settembre ferma il team Raid Inside. Da Galveston per raggiungere San Antonio, si potrebbe prendere tranquillamente la W 10 e arrivare in circa tre ore a San Antonio. Ma il richiamo di strade e paesaggi nascosti e più forte e quindi, stanchi di autostrade e rettilinei, optiamo per la costa e ci dirigiamo da Galveston verso Freeport. La strada costeggia l’oceano che brilla come un diamante sotto un sole splendente, fino a che ad un certo punto, la strada si interrompe perché distrutta dall’uragano e si continua sulla spiaggia per più di tre miglia. Che fare? Tornare indietro o continuare? Le moto non sono certo da off-road e qualche rischio di caduta c’è stato ma, mai tornare indietro. Dopo Freeport comincia la pianura sconfinata del Texas, uno stato enorme che sembra non avere fine. Seguiamo sempre il sole che ci accompagna fino a San Antonio. Arrivo alle 4.30 pm. L’hotel ci accoglie proprio all’uscita dell’ultimo tratto di autostrada. Le camere e l’accoglienza da 5 stelle ed è a 10 minuti di moto dal centro. Quindi una doccia veloce e via per una visita a Fort Alamo e una passeggiata on the Donwtown.
Arriviamo nel pieno centro cittadino in Commerce Boulevar, e la città ci appare subito deserta, dopo aver visitato Fort Alamo ci chiediamo se la scelta di passare una notte a San Antonio è stata valida, poi la città si rivela in tutto il suo splendore…the river walk.



Dove si va?

Harricane

moto in spiaggia

moto on the beach

Fort Alamo - San Antonio

treno infinito in texas

SAN ANTONIO - CARLSBAD 21 GENNAIO 2009

Itinerario: San Antonio - Carlsbad 450 miles
Tempo: sereno
Temperatura: 24 - 27 °C
Orario di partenza: 10 am
Fuso orario: -8 ore


Non è un viaggio per semplici turisti! E' un viaggio per viaggiatori, anzi, per motociclisti viaggiatori. Per chi la strada ce l'ha nel sangue, ce l'ha dentro....come dire, Inside!!! Per tutti colore per cui non è tanto importante dove e quando si arriva, ma piuttosto le miglia macinate sotto le ruote e gli orizzonti e paesaggi che solo la strada sa regalare. E il Texas ce lo fa capire bene oggi. Stasera siamo approdati in New Mexico attraversando The Lone Star State (Texas) d'un fiato. Da San Antonio la strada è stata lunga , ma piena di paesaggi mozzafiato. La W 10 si inoltra attraverso le immense praterie texane dove ranch e cavalli sono disemiti qua e la e il cielo si perde lontano all'orizzonte ed è più grande di quanto si possa immaginare. E poi le praterie diventano colline e le colline canyons in cui la strada serpeggia lunga e infinita verso l'orizzonte. E di nuovo praterie deserte e il senso di liberta' ti avvolge completamente assieme al calore di un sole rosso fuoco che tramonta all'orizzonte. Una palla infuocata che ti accompagna fino a destinazione. Non c'è niente altro da fare che dar colpi di acceleratore e perdersi nell'immensita' i paesaggi che difficilmente si trovano...anche questa e' America!!!
Ora siamo a Carlsbad a gustarci un meritato riposo e un gustosa T-bone accompagnata da una birra fresca...più on the road di così!!!! E domani via verso Tucson-Arizona...altro stato, altra meta, altre emozioni indimenticabili...



on the road

truck stop

Texas

american stile

CARLSBAD – TUCSON 22 GENNAIO 2009

Itinerario: Carlsbad – Tucson 500 miles
Tempo: nuvoloso, neve e pioggia
Temperatura: 7- 10 °C
Orario di partenza: 9.00 am
Fuso orario: -8 ore


Ore 9.00 del mattino: pronti per partire. L’aria è fredda e il tempo non promette niente di buono. Ma bisogna andare. Certo, un po’ di preoccupazione c’è, 800 km sono tanti e le premesse meteorologiche non sono delle migliori. Pensiamo anche: “al limite faremo una tappa intermedia lungo la strada”. E invece no, bisogna farla tutta, siamo qui per testare l’itinerario per la prossima estate e ora…eccoci qui, tranquilli e beati a Tucson dopo una cavalcata di 500 miglia. La strada è stata sì tanta, ma la bellezza dei posti e la suggestione che essi creano, hanno fatto sparire la fatica e il disagio del freddo e della pioggia…niente di meglio!!!
Alla partenza, decidiamo di andare a nord, per evitare un lungo tratto di Highway. Ancora una volta abbiamo ragione. L’itinerario si inerpica per la Lincoln National Forest, in mezzo alle montagne tra New Mexico e Arizona. Arriviamo fino a 2000 m. di altitudine dove ad attenderci c’è la neve e, di tanto in tanto qua e la qualche punto di ristoro in legno in vero stile West, dove viaggiatori e non, rigorosamente in stivali con speroni e cappello in testa, si fermano per una colazione o un semplice caffè. E noi non ci facciamo certo sfuggire l’occasione di fargli compagnia, sia per scaldarci con un caffè caldo, per parlare del tempo e della strada, ma soprattutto perché certi momenti non si possono perdere!!!
Scendiamo dal passo e l’aria si fa più mite, ma la pioggia continua a farci compagnia. Ad attenderci c’è l’Arizona e una volata di altre 300 miglia fino a destinazione. Se ci avete mai fatto caso, sulle targhe delle macchine dell’Arizona c’è un Cactus e la scritta “The Grand Canyon State”…ma c’è ben altro qui all’estremo Sud degli Stati Uniti. C’è un territorio immenso fatto di canyon, montagne e praterie, cactus enormi, fiumi e cittadine fatte di poche case basse e baracche che più che altro servono come punto di fermata per viaggiatori e camionisti. E mentre tu, guidi la tua moto nel mezzo di questo enorme spazio, ti rendi conto di quanto è grande questo paese e dei suoi spazi vuoti in cui è facile perdersi, o ritrovarsi, lungo una strada tra il nulla e l’addio…



Lincoln National Park

Canyon - Arizona

on the road

Mayhill - New Mexico

Alamogordo - Arizona

Arizona

TUCSON – SAN DIEGO 23 GENNAIO 2009

Itinerario: Tucson – San Diego 380 miles
Tempo: nuvoloso, sereno
Temperatura: 14 – 26 °C
Orario di partenza: 9.00 am
Fuso orario: -9 ore


Florida, Alabama, Missipi, Louisiana, Texas, New Mexico, Arizona e infine…Welcome to California. 8 stati, 3000 e passa miglia a colpi di ruota e ora siamo sulla sponda del Pacifico. Due mari, Atlantico e Pacifico, tanti stati, una sola nazione, Stati Uniti d’America.
Erano le nove stamattina quando abbiamo lasciato Tucson direzione San Diego Il primo cartello diceva 380 miles…si va, ormai siamo rodati. L’Arizona è trascorsa via tranquilla sotto la pioggia leggera e attraverso il Saguaros (cactus) dalle mille forme ai bordi della strada….statue naturali che sembrano umane, un prete che prega, una mamma col bambino, due pugili, uno scolaro che alza la mano. Sembrano guardarti e augurarti buon viaggio mentre la tua moto corre via veloce e il tempo sembra fermarsi. Poi, un cartello lungo la strada: “Welcome to California”, segna il confine tra i due stati ma, quasi non ce n’era bisogno. Di colpo il cielo si fa sereno e cominciano dai lati della strada dune di sabbia enormi…the Imperial Sand Dunes. A detta di chi c’è stato, Giancarlo, sembra il deserto africano…e via con un po’ di off road in Harley…beh ragazzi, il manico è il manico e Giancarlo si vede che ci sa fare!!!!!
Poi la strada si inerpica fra le montagne, in alto e comincia la pioggia e il freddo. Oddio, dove è finita la tanto acclamata e soleggiata california? Eppure l’ennesimo cartello dice San Diego 30 miles, e allora?... e allora le fai tutte d’un fiato quelle 30 miglia e dopo una curva in piena discesa, eccolo all’orizzonte, l’Oceano Pacifico che brilla in tutto il suo splendore e appoggiata a lui, San Diego, verde e assolata e il caldo ritorna come per magia. Siamo in California. Ora, ci dispiace, ma anche per noi è giunto il momento di godercela, San Diego, il suo lungomare, la sua baia, i suoi locali. Magari domani, vi diremo meglio com’è!!!!!



Cactus - Arizona

Giancarlo e Giustina

compagni on the road

accross the train line

SAN DIEGO – LOS ANGELES 24 GENNAIO 2009

Itinerario: San Diego – Los Angeles 120 miles
Tempo: nuvoloso
Temperatura: 21 – 27 °C
Orario di partenza: 10.30 am
Fuso orario: -9 ore


Tappa finale del nostro tour, Los Angeles. San Diego ci ha regolato un’atmosfera eccezionale con il suo venerdì sera lungo la quinta strada, locali pieni di gente festante e allegra. Ci si accorge subito dell’aria che tira in questa splendida città della California, a due passi dal Messico. Stamattina ci siamo un po’ divagati con lo shopping al Seaport Village e poi via, dritti verso Los Angeles. Decidiamo per un pezzo di Freeway, tanto per uscire da San Diego e poi rientriamo sulla costa a Ocean Beach…lo spettacolo è dei migliori!!!
E’ sabato mattina ed è uscito un po’ di sole…centinaia di persone per la strada lungo tutte le cittadine della costa del pacifico, palme e una miriade di surfisti che aspettano l’onda….e la costa del pacifico che si estende a perdita d’occhio per centinaia di miglia a Nord e a Sud e noi via, visiera alzata, occhiali da sole e giubbotto aperto per prenderla tutta, quell’aria meravigliosa dell’oceano. C’è da rimanere senza parole. E poi, Los Angeles 73 miglia, dice il cartello. Sì, ma dove a Los Angeles? La città comincia appena finisce San Diego, non fai neanche in tempo ad accorgertene. Una megalopoli attorno alla quale gravitano circa 20 milioni di persone. Noi ora siamo a Hollywood o meglio, la zona è Hollywood, ma Hollywood Boulevard sta a 10 minuti di autostrada da qui e Los Angeles Downtown a 20…questo per farvi rendere conto. Ma abbiamo tre giorni per godercela e le cose da fare sono tante: Universal Studios, Santa Monica, Hollywood, Beverly Hills etc, etc…quindi bisogna sbrigarsi!!!…



Giancarlo a San Diego

shopping a San Diego

San diego - on the road

costa californiana

LOS ANGELES 25 GENNAIO 2009

Itinerario: Los Angeles e dintorni 80 miles
Tempo: sereno
Temperatura: 15 – 21 °C
Orario di partenza: 10.30 am
Fuso orario: -9 ore


Ci svegliamo di buon’ora stamattina, come già detto questa non è una città, piuttosto una regione e per vederne un pezzetto ci vuole una giornata intera di macchine e moto. Molti ci hanno detto che Los Angeles non è affatto bella, ma per noi oggi qualcosa è cambiato e possiamo dire che ha un suo fascino. Molti dei posti da vedere qui derivano il loro nome e la loro fama da Hollywood, dagli attori e cantanti e musicisti e scrittori che ci hanno vissuto e ci sono morti, legando il loro nome a questa città. E poi, ancora, tutta la costa del Pacifico con le sue miglia e miglia di spiaggia all’infinito. Ieri sera il primo giro lungo l’Hollywood Walk of Fame per arrivare fino al Chinese Theatre, dove gli attori più famosi lasciano le loro impronte sul cemento. Sembra strana ma fa un non so che vedere la firma di Marilyn Monroe, Steve McQueen, Al Pacino, Shirley Temple..ed altri a perenne ricordo…e oggi? Prima tappa per Andrea: il Ranchos Palos Verdes Memorial per una visita alla tomba del suo scrittore preferito: Hanry Charles Bukowski…. E poi via verso nord, verso Santa Monica. E sulla strada, Redondo Beach, Hermosa, Venice Beach, Santa Monica e infine Malibu. E lo spettacolo di certi posti e della sua gente, ti invita a fermare il motore ogni cento metri. E così abbiamo fatto; per una passeggiata sulla spiaggia, per ammirare i surfisti, per uno spuntino o per una semplice fotografia. E per tornare in hotel, si prende da Santa Monica il Sunset Boulevard e si attraversa la zona VIP, Belair e Beverly Hills. Il sole alle spalle e migliaia di persone che vanno e che vengono, chi più chi meno importante, sul Viale del Tramonto……



Redondo Beach

Venice Beach

News box

Impronte Marilin Monroe

Guitar Center

Elvis Presley

LOS ANGELES 26 GENNAIO 2009

Itinerario: Hollywood, Eaglerider, Sunset Blvd, Santa Monica 90 miles
Tempo: sereno
Temperatura: 18 – 21 °C
Orario di partenza: 8.00 am
Fuso orario: -9 ore


Anche oggi siamo in piedi abbastanza presto: occorre riconsegnare le moto prese a noleggio e il posto è abbastanza distante da dove stiamo noi. E poi c’è da dare l’addio, o meglio, l’arrivederci a Los Angeles e agli States in generale. L.A. è sveglia da molto prima di noi o molto probabilmente, non è mai andata a dormire… e noi non ci facciamo sfuggire l’occasione per un ultimo tour itinerante per Los Angeles.
Vi chiederete, ma come è possibile fare 90 miglia in una città? Venite e vedrete.
Consegnamo le moto al Head Quarter di Eaglerider e dopo i saluti con gli amici di Los Angeles, coloro che lavorano alla Eaglerider, decidiamo per andare a pranzo. Dove? Direzione Santa Monica Pier. Il caos di Los Angeles Downtown è troppo e noi abbiamo voglia di vedere il Pacifico ancora una volta quindi, Sunset Blvd e via verso l’Oceano. Ancora lo spettacolo è dei migliori. D’altronde succede sempre a Hollywood!!! Passeggiata sulla spiaggia immensa, piedi a bagno nell’oceano e poi a pranzo da Bubba Gump al Pier di Santa Monica, che ha fatto anche da set per una delle scene di Forrest Gump. Anche questo succede spesso a Hollywood. E’ veramente come essere dentro un film e il set per noi, è stato un’intera nazione attraversata in moto da Est ad Ovest o meglio…al West. E ora ci apprestiamo a salutare questa nazione che ci ha accolto, ci ha divertito, ci ha stupito.
C’è chi dice che partire è un po’ morire, a per noi è un po’ diverso. Partire è vivere e crescere, fuori e dentro. Ora è giusto ritornare, ma il ritorno è lo spunto essenziale per una nuova partenza. Quindi al prossimo viaggio e alla prossima avventura…always on the road.

The end.

A special thanks goes to our friend, Katina Dalton, the Reservation Assistant Manager of Eaglerider, to supported us in our job and in our tours in USA. She plays a very important part to realize our dream and project…to ride across the USA’s countries. See you next summer.

 

 

 

I PROTAGONISTI


Antonio Mr. T” Tofani

Andrea “Cippo” Alessandrelli

Gincarlo “Lallo” Babusci

Giustina “Justin” Dionisi
web design staff Raid Inside